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sabato 25 giugno 2011

DCI-CN158 - Castello del Brichetto a Mondovì

L’incisione del Brichetto di Mondovì, è dominata dal terribile sbarramento di fuoco dell’esercito austro-piemontese che occulta in parte la visione del terreno, nel combattimento per occupare la località. Si tratta di uno degli scenari in cui la battaglia è rappresentata con dovizia di particolari: i cannoni piazzati sull’altura a sinistra, la cavalleria in basso a destra, ovunque le truppe all’attacco. L’erudito canonico Gioachino Grassi stese la storia della Chiesa monregalese e annotò in diretta l’irrompere di Napoleone in Mondovì Piazza dopo la battaglia del Brichetto che il 21 aprile 1796 gli diede le chiavi della città e del Piemonte.“Questo è il paese più bello del mondo”esclamò il Generale volgendo dal Belvedere i rai fulminei a 360 gradi; ma non esitò a tradire le attese dei giacobini locali.

 

Sul finire del secolo il Reggimento, cambiata la denominazione in "Dragoni di Sua Maestà", scrive una pagina destinata a rimanere unica nella storia della cavalleria italiana e forse mondiale. Nel 1796 Napoleone trova sulla sua strada i "Dragoni di Sua Maestà": nei pressi di Mondovì la cavalleria francese viene respinta e sconfitta; tra le località dei vari scontri è rimasto famoso il colle di Bricchetto, da cui prende il nome l'intero fatto d'arme. Il Reggimento esiste tutt'oggi con il nome di 4° REGGIMENTO GENOVA CAVALLERIA: i cavalli, leali e fieri compagni dei Dragoni, sono stati ora sostituiti dagli autoblindo Centauro, che hanno restituito al Reggimento le caratteristiche tipiche di un reparto di Dragoni. Da notare che è l'unico Reggimento dell'esercito italiano ad essere stato insignito di due medaglie d'oro al valore militare per la stessa battaglia (Brichetto), difatti  il Re fa appuntare sullo Stendardo del Reggimento due Medaglie d'Oro, ritenendo che "una sola non sia sufficiente a premiare tanto valore.

http://www.museocavalleria.it/Scuola%20e%20Reggimenti/Linea/Genova.htm

Diverso è lo scenario che si presenta oggi: una verde collinetta che guarda Mondovì. Arriviamo nel primo pomeriggio, entriamo nel piccolo nucleo di case delimitato da cartelli di “proprietà privata” per chiedere il permesso di stazionare nel prato ma purtroppo non riusciamo a parlare con nessuno. Ci sistemiamo comunque con l’accortezza di presentarci appena qualcuno si avvicina.

Inizia le operazioni Massimo IK1GPG inserendo a log Luciano I5FLN che prontamente mette lo spot sul cluster. Nel frattempo ci raggiunge Marco IZ1GZA al quale consegnamo il microfono e senza indugio macina un QSO dietro l’altro nonostante la pessima propagazione.

Ecco spuntare un trattore e Betty si precipita per presentarsi al proprietario: dopo i primi momenti di scetticismo il sig. Max P. si rileva una persona interessante, curiosa di conoscere il mondo dei radioamatori.

Si alterna al microfono, cambiando anche banda, Betty IK1QFM e, via uno avanti un altro, Marco ci saluta per un appuntamento lasciando il posto ad Edo IW1EVQ, che voglioso di imparare e proseguire la tecnica operativa iniziata in Sezione, segue con interesse lo svolgersi dell’attivazione.

Poco prima di smontare il sig. Max P. si congeda, ma temporaneamente, perché poco dopo ritorna e consegna a Betty un paio di segnalibri da lui disegnati, essendo un grafico molto affermato.

 

 

 

Concludiamo questa attivazione, iniziata alle ore 12.09z,  alle ore 14.36z con 212 QSOs e il breve saluto di Bruno IZ1GLT, che ci da una mano nello smontaggio delle attrezzature con una temperatura di 31°.

   

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