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Domenica 10 luglio 2011 – IQ1BP/p attivazione di:

IFF-214 Parco Naturale Regionale di Piana Crixia (Savona)

DCI-SV101 Castello Del Carretto di Borgo a Piana Crixia (Savona)

DMI-7585 Municipio di Piana Crixia (Savona)

Il Parco fa da spartiacque tra le colline delle Langhe piemontesi e le valli create dal fiume Bormida e confina con le Province di Alessandria, Cuneo, Asti e Savona. È caratterizzato da un paesaggio intatto, connotato da un forte contrasto tra le aree pianeggianti ed i rilievi sovrastanti, generati da antichissime erosioni, che hanno dato vita ad un vero parco geomorfologico a cielo aperto, all'interno del quale dispiegati ventagli grigi di tufo (calanchi) lasciano il passo a terrazzamenti fluviali a vallecole sospese, a meandri incassati, all'imponente fungo di pietra, alla zone fossilifere che si trovano sparse su tutto il territorio comunale.

E' un Parco dove l'alternanza delle stagioni colora o smorza la vita che lo abita; infatti, dalle minute e celate fioriture delle orchidee selvatiche a primavera, si passa all'imponenza cromatica degli alberi monumentali in autunno.

Nei pressi della frazione Borgo, sulla sponda di un meandro della Bormida di Spigno, si innalza il famoso "Fungo" di Piana Crixia, alto una quindicina di metri, formato da un gigantesco masso di roccia ofiolitica sorretto da una colonna di conglomerato. Sembra impossibile che l'alta colonna di ciottoli cementati possa reggere il peso del gigantesco masso sommitale, ma occorre tenere presente che il conglomerato è una roccia molto più solida di quanto faccia pensare il suo aspetto detritico.

Il Comune di Piana Crixia è fra i maggiori produttori di Tartufo bianco pregiato e ricercato, la cui raccolta è da settembre a dicembre.

Nel 1142 il borgo, presente in epoca romana all'incrocio (da cui deriverebbe il toponimo "Crixia") lungo la via Emilia Scauri, attorno al X secolo soggetto ad una razzia di pirati saraceni. Passò alla famiglia dei Del Carretto che vi costruirono un castello che ebbe la funzione principale di difesa e controllo. Divenuto quindi feudo imperiale partecipò, come altre località della val Bormida, a lotte e battaglie contro la dominazione francese nel 1796 e fu inquadrato nella Repubblica Ligure, annessa al Primo Impero francese. Sarà per ordine spagnolo che, a metà del XVIII secolo, ne fu decisa la demolizione lasciando ad oggi soltanto qualche rudere della cinta muraria medievale.

 

 

 

 

 

Un’ora di tragitto ci separa dal Parco e puntuali partiamo da casa per essere sul posto ed iniziare la nostra attività alle ore 14.05 subito dopo il contest IARU.

 

 

 

 

Utilizzando il nominativo di Sezione IQ1BP/p, il primo QSO a log in 40 metri è DL1NKS seguito da I5FLN e S59DXX e mentre Massimo è al microfono Betty scatta le prime fotografie. La postazione non è delle più silenziose ma risulta essere la più consona per rispettare il Regolamento IFFA.

Il tempo di testare la propagazione ed ecco arrivare Roberto IK1DFH, oramai nostro fedele compagno d’avventure, che, senza perdere un istante, si sistema vicino alla radio piazzando il suo immancabile altoparlante esterno.

Si avvicina a noi un ragazzo che, con fare garbato, si presenta a nome di Moreno IW1RLC: Claudio IZ1UKK che si rende subito disponibile ad accompagnare Massimo presso i ruderi del Castello e a dargli utili indicazioni per fotografare il “fungo”. Dopo un’oretta ci abbandona per impegni familiari per poi tornare, prima che sbaraccassimo per trasferirci nella seconda postazione, con una bottiglia di fresco Bracchetto e dei dolcini … un trattamento che nessuno mai ci aveva riservato!

 

Ci viene a trovare anche Oreste IZ1HJA che ci farà compagnia per la successiva attivazione.

Grazie alla cortesia di Pino IZ1OQB abbiamo la possibilità di utilizzare per circa 2 ore la sua batteria da 70 a.

Dopo 2 ore e 25 minuti di trasmissioni con ben 327 QSOs, in tempo record, smontiamo e letteralmente “buttiamo” in auto le attrezzature; ci spostiamo di circa 10 chilometri a nord in frazione San Massimo in  meno di 15 minuti.

 

Domenica 10 luglio 2011 – IR1DCI/p

IFF-214 Parco Naturale Regionale di Piana Crixia (Savona)

DCI-SV102 Torre carrettesca di San Massimo a Piana Crixia (Savona)

Sul colle prospiciente il paese, in frazione San Massimo (già Cagna), un tempo si elevava una Torre Carrettesca a pianta quadrata, da cui la vista si estende fino alla Torre di Spigno.

Arriviamo sul posto, grazie alle coordinate prese nei giorni precedenti dal file kmz di Google Earth, e confrontandoci su quale sistemazione fosse migliore, montiamo il dipolo 20-40 di Roberto IK1DFH.

 

La propagazione migliora, sarà la posizione più elevata (600 mt. slm) ma il qrm non diminuisce che soprattutto in 20 mt. ci rende l’ascolto molto difficoltoso.

 

Ci fanno visita, in momenti alterni, i proprietari delle case vicine incuriositi dal nostro comportamento con i quali scambiamo due piacevoli chiacchiere offrendoci persino da bere!!


Massimo lascia Betty e Roberto e si fa accompagnare da Oreste presso i ruderi della torre carrettesca. Al suo rientro Oreste si congeda per rientrare in famiglia.

Per onorare la gentilezza di Claudio IZ1UKK stappiamo la bottiglia di Bracchetto che avevamo sistemato nel frigo di Roberto e vi assicuriamo che aveva tutti i sapori più delicati e frizzantini che appagano il palato.

Utilizzando il nominativo speciale IR1DCI/p il primo QSO alle 17.15 è con Luciano I5FLN seguito da I0SSW e IK2WZQ/5 ed ultimo QSO con Philippe F5MSB  dopo 2 ore e 30 minuti di trasmissioni con altri 390 QSOs.

 

 

 

Come ultimamente ci concediamo, anche questa giornata la suggelliamo con una bella cenetta in una trattoria tipica … mmmh quella meringa bagnata dallo zabaione!!!!!!!!!!!

Betty IK1QFM e Massimo IK1GPG

Sezione A.R.I. di Mondovì

   

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