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Venerdì 20 luglio 2012 – II1DCI/p

Due eventi particolari, che vogliamo ricordare, accaddero il 20 luglio:

In questo giorno del lontano 1969 l'Apollo 11 si posa sulla Luna e, poche ore dopo, Neil A. Armstrong ed Edwin "Buzz" Aldrin diventano i primi esseri umani a camminare sulla sua superficie.

Un altro interessante episodio accadde nel 1747 la Battaglia dell'Assietta: sul pianoro omonimo, i piemontesi ottengono una clamorosa vittoria sull'esercito francese resistendo eroicamente con esigue truppe agli assalti delle forze di Luigi XV. Precisamente 4.800 soldati austro-piemontesi si trincerarono dietro muri a secco per fermare l'avanzata di 40.000 francesi. La battaglia dell'Assietta, combattuta il 19 luglio 1747, fu un significativo episodio della Guerra di successione austriaca. Vista la situazione disperata, lo Stato Maggiore inviò un messaggio al Comandante piemontese, Conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, con l'autorizzazione a ritirarsi su posizioni più favorevoli. Secondo l'aneddottica dell'epoca, Bricherasio rispose con la frase: «Dite a Turin che da sì nojàutri bogioma nen.» ("Dite a Torino che noi da qui non ci muoviamo"). Il risolversi dell'impari battaglia a favore degli austro-piemontesi fece in modo che quella frase diventasse un motto popolare molto diffuso. La frase con cui espresse il suo rifiuto è all'origine del soprannome “bugia nen” attribuito inizialmente ai soldati piemontesi e poi all'intera popolazione della regione, riferendosi a un temperamento caparbio, capace di affrontare le difficoltà con fermezza e determinazione testardaggine e risolutezza.

L’intera giornata si svolge con l’intento, riuscito, di trasmettere dalla riserva Naturale (IFF-300) e da due referenze DCI:

IFF-300  Riserva Naturale Speciale Pian del Re

la sveglia suona prestissimo ore 4.44 con partenza alle 5.30… impostato il navigatore con destinazione Pian del Re, ai piedi della punta del Monviso, arriviamo poco prima delle 7.30. Dopo una breve perlustrazione iniziamo il rito dell’installazione della stazione radio essendo operativi alle 8.00 con ben 1 ora di anticipo rispetto al programma.

 

Il tempo promette bene, non lo fa la propagazione, complice forse l’altezza (2.033 m. s.l.m) per la prima ora di trasmissione i segnali dall’Italia sono praticamente quasi assenti per poi comparire a metà mattinata.

 

 

 

Lassù la tecnologia non dà i suoi frutti e il supporto di Luciano I5FLN e di altri amici è indispensabile.

   

   

   

Nonostante le difficoltà dopo 4 ore di trasmissione chiudiamo il log con 313 QSOs.

DCI-CN283  - WCA: I-02895  Torre Campanaria dell’antico Castello di Oncino

DMI-4762   Municipio di Oncino

Lungo il Parco fluviale del Po, in una natura affascinante, risaliamo verso la confluenza del Lenta ed entriamo nel territorio di Oncino. Il comune è situato sulla destra del Po a 1230 m. s.l.m., comprende alti pascoli e una zona permanentemente abitata, collegato alla valle da una strada alquanto tortuosa.

Abitato fin da tempi antichissimi di cui restano reperti, il comune appartenne ai marchesi di Saluzzo. Nel Cinquecento divenne centro di diffusione di movimento eretico, ospitò in seguito un convento di Cappuccini, di cui restano tracce nella Casa Fantone. All’inizio del XX secolo (1901) contava 1700 abitanti e l'emigrazione degli ultimi 60 anni ha drasticamente ridotto la popolazione residente a poco più di 80 abitanti. L'economia del comune è essenzialmente agricola.

 

Il castello di proprietà dei Conti di Saluzzo fu venduto agli abitanti oncinesi nell’agosto del 1655 che, in seguito alla distruzione dell’antica Parrocchia rasa al suolo da una valanga, lo trasformarono nell’attuale Chiesa di Santo Stefano abbattendo i muri divisori dei saloni interni con la conseguente costruzione delle navate. Esattamente dieci anni più tardi fu consacrata dal Vescovo e nel 1777terminata la sopraelevazione del campanile con la sistemazione dell’orologio.

   

Grazie all’attenta analisi fatta da Massimo nei giorni antecedenti ci portiamo direttamente sul piccolo piazzale adiacente al Comune che fa proprio al caso nostro, ad una ventina di metri dalla Torre: in pochi minuti piazziamo generatore, antenna, tavolino, ombrellone e radio e inizia Massimo le chiamate a 7090 con 40 minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia grazie alla levataccia mattutina.

Consumiamo un pranzetto fugace, rigorosamente a turno, in modo da non lasciare muta la frequenza. Dopo una mezz’oretta di trasmissione abbiamo il piacere di

 

scambiare due chiacchiere con il Segretario Comunale. Ci fa molto onore ricevere anche la visita del Sindaco che, dopo un interessante scambio di battute, ci omaggia dell’interessante opuscolo “Voù Recourdàou” e ci consente di usufruire della corrente elettrica (un vero toccasana perché abbiamo potuto abbattere il QRM a 9 causato dal generatore).

 

A due ore e 10 minuti dall’inizio dell’attivazione chiudiamo il log con 193 QSOs. La propagazione non è delle più ottimali ma nonostante tutto collezioniamo collegamenti con tutta Europa e Russia asiatica.

 

Per velocizzare i tempi di trasferimento, mentre Betty accontenta gli ultimi OM, Massimo incomincia a ritirare il materiale e poi via di corsa verso la successiva meta a programma.

DCI-CN248  - WCA: I-02860 Castello di Scarnafigi

DAI PM-0561  Campanile Chiesa Maria Vergine Assunta

DMI-6722        Municipio di Scarnafigi

Intorno al “Mille” il territorio era tra i possedimenti della contessa Adelaide di Torino, discendente della dinastia arduinica. Alla sua morte (1091) il feudo passava a Bonifacio del Vasto, capostipite dei marchesi di Saluzzo e da lui a Guglielmo marchese di Busca (1135). Iniziò poi un diverso scambio di dipendenze che videro succedersi dal 1239 al 1395, i marchesi di Saluzzo, i signori di Barge, i conti Savoia ed infine la famiglia De Ponte che dal 1395 al 1850, giocò un ruolo di primaria importanza nelle vicende del paese.
Le truppe napoleoniche negli anni della rivoluzione francese compirono saccheggi ai danni del castello, della chiesa e delle abitazioni civili; anche i tedeschi nella seconda guerra mondiale occuparono il castello ed il collegio.

La postazione è a 280 m. slm, praticamente, rispetto al Pian del Re, ad un dislivello di 1900 metri, e vi assicuriamo che si notano tutti da una quindicina di gradi del mattino ai 28 delle 7 di sera con un tasso di umidità molto alto!!! Ma tutto ciò non frena i nostri intenti: sistemiamo il tutto al centro del piazzale del nuovo asilo ad alcune centinaia di metri dal maestoso Castello, dal Campanile della Chiesa Maria Vergine Assunta e dal Municipio che fotografia in anticipo ed a dispetto della propagazione un po’ birichina abbiamo pochi momenti di bianco. Di fatti concludiamo il log con 201 QSOs in due ore di attività coprendo gran parte dell’Europa e Russia Europea ed Asiatica, Israele e Giordania.

 

   

 

I nostri sforzi, 707 QSOs, vengono premiati con una bella cenetta in un tipico agriturismo cuneese ed il rientro a casa alle 22.30.

Per la Sezione A.R.I. di Mondovì, Betty IK1QFM e Massimo IK1GPG

   

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